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lunedì 10 maggio 2010

C'è solo un Capitano



Nel giorno di Totti, il Capitano risponde.
Davanti a quasi 60.000 tifosi che gli hanno riservato il loro personale tributo (tutti allo stadio con la maglia numero 10), Francesco ha trascinato la Roma alla vittoria contro il Cagliari con una doppietta realizzata in 5 minuti.
Sono stati 4 giorni infernali quelli post finale di Coppa Italia,4 giorni da quel calcio a Balotelli.
Non sono bastate le scuse,ovviamente.
Quando si tratta del Capitano,quelle non bastano mai.
Sono partite serie impressionanti di bordate alla figura di un ragazzo,che in carriera ha fatto qualche errore ed ha pagato sempre 100 volte tanto.
Il suo fallo è diventato un caso mediatico in Italia, tutti i presunti sapientoni dell'informazione e non, si sono sentiti in dovere di dire la propria su un fallo di gioco in una partita di calcio.
Persino al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato chiesto un parere sull'accaduto.
Una cassa di risonanza decisamente esagerata per un'azione sbagliata,ma pur sempre circoscritta ad un campo di calcio.
I tifosi romanisti,si sono scambiati scherzosamente battute sul mancato intervento addirittura del Papa sulla questione.
I suoi commenti non sono arrivati,ma ci siamo andati vicino: Alla Clericus Cup, il campionato di calcio dello stato Vaticano, un fallo di gioco è stato subito accostato a quello del Capitano,etichettato subito come "Fallo alla Totti".
In una nazione dove negli ultimi anni siamo stati travolti da scandali scommesse,calciopoli,doping e vergogne di qualsiasi tipo,si fa la morale a chi commette un fallo in campo.Brutto,ma pur sempre un fallo.
Persino chi vanta tra le fila della propria squadra preferita, un giocatore spesse volte resosi protagonista di falli assassini, si è permesso di fare la morale.
Siamo il paese della memoria corta,soprattutto quando ci fa comodo.
Siamo il paese dove chi falsa le partite viene punito con pene che sfiorano il ridicolo.
Siamo il paese dove un giocatore può rendersi protagonista di un video in cui si dopa palesemente.E nessuno ne parla mai.
Il vero male del nostro paese sono i pollici di Totti (a proposito, i 5 minuti di Chivu,passati a mostrare il dito medio alla tribuna Tevere,non sono stati ritenuti offensivi...), sono quello che dice e quello che fa.
In un mondo dove ce ne sarebbero di cose da condannare, l'hobby preferito è gettare la croce addosso a lui.
E come se non bastasse,qualche finto intellettuale di basso rango, è riuscito persino a criticare una tifoseria che ha mostrato solidarietà ad un uomo messo alla gogna.E non ad una persona qualsiasi,ma al suo uomo simbolo,al suo emblema,al suo Capitano.
Un applauso a chi nel momento del bisogno non si è tirato indietro.

Per quanto riguarda il nostro bel paese del falso moralismo...c'è realmente ancora qualcosa da dire?

P.S: 22 presenze e 14 gol in campionato.Numeri proprio da giocatore finito,no?

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